lunedì 24 agosto 2026

Jorie Graham

All’improvviso, e senza alcun preallarme, tra i versi di 2040 irrompe un drone che si allinea prepotente ad altri disastri tecnologici incombenti, tra cui un visore VR e l’invadente correttore automatico che ritocca i vocaboli scelti da Jorie Graham. Il confronto con l’inevitabile avvenire comincia da lì, dallo schermo e dai suoi riflessi, e si evolve in una proiezione lucidissima che moltiplica contrari e contrasti, l’alba e la sera, la pioggia e la polvere perché “sì, là fuori c’è siccità ovunque ma la notte gli steli delle stelle s’appannano quanto basta per ricordarti quando c’era umanità, umidità, & le stelle penzolano, pungono”. Il conflitto che anima 2040 parte da un “lontano passato”, va verso un “futuro lontano”, e la poesia diventa lo strumento di navigazione che annulla le distanze nel tempo, così proprio come è nel proposito dichiarato da Jorie Graham: “L’invenzione dipende dalla memoria: battersi per il mondo vuol dire battersi per la memoria e battersi per la memoria vuol dire battersi per la capacità di immaginare”. È facoltà personale e universale, panoramica e particolare, capace di scegliere di volta in volta gradazioni e tonalità sfuggenti (“Come ti inebri di quello che una volta non era che la fine di un giorno, luce bassa, un pomeriggio qualunque. Ridatemi un giorno. Datemi il lento trascorrere del crepuscolo nel buio. Datemi una notte”) che diventano le forme compiute della meraviglia di fronte a “questo nostro espanderci, diffonderci in pezzetti sempre più piccoli nel mondo naturale finché la nostra partecipazione è stata tanto rada che siamo scomparsi, via”. Dalla variopinta rassegna ornitologica di corvi, picchi, pipistrelli, anatre, aquile e pappagalli alla cultura fluviale (“Ho pronte le storie che ci serviranno. Capisco gli arrivi e le partenze, le chiamiamo dolore. Ed è allora che vedo finire il fiume. Il crepuscolo batte sul suo argento. Penso sia un jackpot”) il procedere è sicuro, senza esitazioni, come parte di un discorso unico, articolato, molto più complesso ed espressione compiuta dell’idea che “la scrittura poetica è un atto di profonda responsabilità spirituale”. 2040 non teme la competizione con l’attualità e si fa carico dell’apocalisse quotidiana, tra la quiete e la tempesta filtrate da un linguaggio semplice e ricercato insieme, levigato da una corrente continua, che si evolve e muta per ogni occasione ed è annunciato così dalla stessa Jorie Graham: “Mi sporgo avanti in cerca dell’aneddoto che mi avvicini al nulla. Non mi mancano idee. Riesco a vedere come si ricompongono i frammenti. Riesco a essere compagna umana dell’umano. Non sono scettica”. La scrittura è un organismo mimetico e un tentativo coraggioso che fissa le dimensioni estreme di orizzonti che si stanno facendo via via più angusti, senza slogan o proclami: le catastrofi sono collocate con grazia e decisione, come qualcosa che non si potrà evitare ma a cui non è necessario sottomettersi. Le rivelazioni hanno la forza spontanea di liriche brevi e dense (“E la sabbia inizierà ad arrivare come uscita dal nulla. Sì.”) o di antinomie che si compongono da sole, come quando Jorie Graham si e ci chiede: “È un luogo? È un’idea? Un luogo è un’idea, un’idea è per un po’ un luogo. Guarda dice, ci sono due destini. Uno è l’idea uno è il luogo. E ovunque vedo acqua. Come nella benedizione? Come nel battesimo? Come nella nascita? No, come campi che scompaiono sotto il mare”. Più che un manifesto, per quanto vitale e urgente nel suo rimbalzare e rotolare senza interruzioni, 2040 (con la cura e la traduzione di Antonella Francini, che si avvale della complicità della stessa Jorie Graham) forse è un’elegia, scomoda e ambiziosa nel tentativo di “essere parte di qualcosa più grande dell’esperienza umana” e di trovare piccoli appigli per aggirare le contingenze della realtà, della temperatura, quella del nostro corpo e dell’intero pianeta, del “ricordare & dimenticare” e di parole inseguite come “incantesimi” e da conservare come “seme”, per poi lasciarle andare su frequenze ancora tutte da scoprire.

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